Il lavoro dello scrittore

«Come l’anno scorso, peggio dell’anno scorso.
Era l’inizio di luglio del 2009. Nei giorni dello Strega io mi alzavo all’alba per scrivere a tempo di record un instant book per Rizzoli su Michael Jackson.
All’inizio del luglio 2010, sempre nei giorni dello Strega, mi sono alzato ancora all’alba perché questa volta Rizzoli… ha voluto un instant su Pietro Taricone.
Operazione difficile. In primo luogo ho avuto un po’ di remore. Michael era americano, distante. Si poteva scrivere anche con una certa indelicatezza. E poi aveva alle spalle quasi quarantacinque anni di carriera, una vita in cui era successo di tutto, dischi epocali. Pietro ha fatto di meno, ha vissuto meno esperienze. E poi c’è la vicinanza, il rischio di ferire i suoi familiari già abbastanza provati. Credo di essere riuscito a scrivere un testo che presenta quello che ha fatto e come lo ha fatto in maniera riflessiva, rispettosa e senza sminuire né esaltare il personaggio.
Poi vedrete voi, se ne avrete voglia, il 14 luglio, quando il libro uscirà.
C’è anche la prefazione di Aldo Grasso ed è forse il motivo principale per leggerlo.
Ho terminato il lavoro alle 8.01 di questa mattina. Avevo iniziato alle 14.00 di venerdì scorso. Angela Lombardo di Rizzoli e i ragazzi dello studio grafico sono ancora impegnati a dare gli ultimi ritocchi dopo due notti insonni.
Invidio molto chi scrive aspettando l’ispirazione in salotto o ai tropici».

Tommaso Labranca.

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