Occhi cubani

Occhi cubaniE’ online il mio primo ebook di narrativa, “Occhi cubani”, pubblicato per Lite Editions nella collana Atlantis.

Si tratta di una serie di racconti lerci e volgari ambientati all’Avana. Li ho scritti un bel po’ di anni fa in una merdosa casa particular proprio all’Avana e, se non fosse stato per Lorenzo Mazzoni e Marco Belli (grazie ragazzi!), probabilmente oggi sarebbero ancora soltanto dei file in qualche mio vecchio hard disk.

Ecco l’abstract preparato dall’editore:

Le tragicomiche avventure erotiche ed eroiche di un viaggiatore italiano nella capitale cubana, fra perdigiorno, poliziotti corrotti e donne, tantissime donne, di tutte le età. Un reportage ironico e dissacrante sul turismo sessuale nei Caraibi.

Il titolo originale doveva essere “Occhi di negra” ma me l’hanno cassato (chissà perché…). E’ una robetta che si legge veloce, un’oretta al massimo, e ve la portate via con 1.99. Cosa volete di più dalla vita?

Qui trovate la scheda completa dell’ebook sul sito di Lite Editions (dove naturalmente è possibile acquistare l’ebook), intanto ecco le prime righe:

È passata la prima notte a l’Avana. La città a prima vista è deprimente ma, al tempo stesso, esaltante: si respira nell’aria una decadenza reale, concreta, visibile. Tutto cade a pezzi e te ne puoi rendere conto allungando la mano, afferrando il disfacimento che ti circonda.
Fa molta tristezza vedere in che condizioni vive la gente da queste parti e come si deve umiliare con i turisti, giorno dopo giorno, nel tentativo di racimolare una goccia di speranza in più. Giusto per stare in tema, proprio ieri sera ho contribuito in maniera significativa al PIL nazionale con una negretta che ho letteralmente strapagato. Se non fosse per il fatto che ero pienamente consapevole di quello che stavo facendo la cosa potrebbe essere considerata un vero e proprio furto (o un atto di beneficenza, dipende dai punti di vista).
Che sia incapace di intendere e di volere? Probabile. Magari è stato un modo per saldare il conto con la mia coscienza, o forse ho soltanto voluto ritagliarmi un ruolo nella commedia che quella poveretta è costretta a recitare da una vita. Una volta tanto però la commedia le è andata bene.
Chissà se pensa a quello che dice, quando attacca bottone meccanicamente con gli italiani sfigati come me, ripetendo sempre la stessa tiritera…

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