Brasile 2014: tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

Si è conclusa la fase a gironi dei Mondiali di Brasile 2014. Nonostante le apparenze gli equilibri sono gli stessi di Sudafrica 2010.

Brasile 2014 tutto deve cambiare perché tutto resti ugualeÈ già tempo di un primo bilancio per Brasile 2014. Terminata ieri la fase a gironi a partire da domani infatti ci saranno gli ottavi finale. Inizia dunque la fase calda del mondiale, che ha già proclamato le magnifiche 16 di questa edizione: Brasile, Chile, Colombia, Uruguay, Francia, Nigeria, Germania, Algeria, Olanda, Mexico, Costa Rica, Grecia, Argentina, Svizzera, Belgio e Stati Uniti.

La geopolitica del calcio mondiale

Ecco il nuovo equilibrio geopolitico del calcio mondiale: 5 squadre sudamericane, 2 squadre nordamericane, 1 squadra centramericana, 6 squadre europee, 2 africane.

Per quanto riguarda Europa e Sudamerica, i continenti egemoni del calcio, la situazione è esattamente la stessa del 2010. Sparisce dal tabellone l’Asia, che a Sudafrica 2010 aveva portato agli ottavi Giappone e Korea del Sud. Una squadra in più per Africa e Centroamerica.

Da un punto di vista numerico dunque la situazione resta invariata, nonostante le apparenze. Certo, fanno scalpore le eliminazioni di nazioni come Spagna, Inghilterra e Italia, ma ogni mondiale ci ha abituati a teste celebri mozzate al primo turno.

A Sudafrica 2010 era toccato ad esempio alla Francia e ai campioni in carica dell’Italia, che bissano l’impresa di uscire al primo turno per due volte di seguito proprio come nelle edizioni del ’62 e del ’66 dei Mondiali.

Brasile 2014 tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

E dai quarti in poi?

A occhio e croce qualcosa potrebbe cambiare un po’ dai quarti in poi: nel 2010 ai quarti c’erano 4 sudamericane, 3 europee e 1 africana. A Brasile 2014 sappiamo già che avremo sicuramente 2 sudamericane ai quarti e una in semifinale (la vincente di Brasile-Cile giocherà contro la vincente di Colombia-Uruguay).

Se si ipotizza che l’Argentina vada avanti almeno fino alla semifinale si potrebbero spostare quindi gli equilibri con due squadre sudamericane in semifinale, se non addirittura una finale tutta sudamericana.

Certo è che per quanto riguarda i quarti sarà impossibile per le sudamericane ripetere il risultato del 2010 con 4 squadre in quattro partite.

Credo inevce che ai quarti ci saranno almeno 3 squadre europee (Olanda, Germania, Francia). Resta da capire poi se USA e Costa Rica riusciranno a passare il turno. Ipotizzando che ne passi una su due avremo dei quarti così composti: 3 sudamericane, 4 europee una nord o centroamericana.

Per le semifinali invece avremo sicuramente 2 europee e 2 sudamericane, con le squadre dell’emisfero sud in recupero rispetto al 2010 (3 europee e 1 sudamericana).

Brasile 2014 tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

Un mondiale a misura di Brasile

Nonostante questo sia un mondiale costruito geneticamente per far vincere il Brasile (stendiamo un velo pietoso su come la Fifa abbia letteralmente costruito a tavolino i gironi alla faccia di quella pagliacciata chiamata “sorteggio”) si sta comunque rivelando molto più interessante del previsto.

Le uniche big che hanno convinto fino in fondo sembrano essere l’Olanda e la Francia, con Brasile e Argentina che hanno vinto facile con avversari inesistenti, tanto che il Brasile è stato costretto allo 0-0 dal Messico nell’unica partita vera fin qui disputata.

Personalmente credo cha la Germania resti la squadra più forte del mondiale, ma attenzione a Chile e Colombia, due splendide squadre. Per quanto riguarda le europee punto su Francia e Olanda, con gli orange che peraltro hanno un tabellone relativamente facile almeno fino alla semifinale, anche se ai Mondiali non esistono partite facili.

Brasile 2014 tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

Italia, cronaca di una eliminazione annunciata

L’Italia in questo mondiale ha rispecchiato in pieno la pochezza del calcio del nostro paese. Il punto di partenza è la nostra Serie A e il nostro sistema calcio: mancano i giocatori buoni.

Ci sarà un motivo se quasi nessun big della Serie A è punto di riferimento nelle nazionali che contano, a parte Pogba, Higuain e Vidal. Per non parlare di protagonisti assoluti del nostro campionato come Tevez che sono stati allegramente ignorati dalle loro nazionali.

Prandelli, a cui avevo personalmente perdonato i tantissimi errori agli Europei perché nonostante tutto era arrivato in semifinale, ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare.

Convocazioni, atteggiamento, tattica, cambi, strategia, comunicazione. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Nonostante avessimo un girone ampiamente alla nostra portata non ne abbiamo azzeccata una, se si esclude la vittoria con l’Inghilterra (una delle squadre più sopravvalutate di sempre).

Non dimentichiamo che la nazionale inglese non gioca una finale di un torneo internazionale dal 1966, e quindi aspetterei un attimo prima di definirla una grande squadra (come del resto ha ampiamente dimostrato).

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