Tipografia Helvetica

Tommaso Labranca torna con un nuovo progetto editoriale geniale e snob al punto giusto.

Partirà a gennaio 2015 Tipografia Helvetica, il nuovo progetto editoriale di Tommaso Labranca. Per precisa scelta di Labranca Tipografia Helvetica non esisterà nel web, sarà una rivista rigorosamente offline.

Si tratta di un progetto semplicemente magnifico che frulla alla perfezione cultura, passione, pop, emozioni, idee, visione, genio e snobismo. Ecco i dettagli così come sono stati annunciati su Facebook:

Tipografia Helvetica

Ora possiamo dire qualcosa di più su Tipografia Helvetica. Sarà una delle poche volte in cui avverrà via Rete in quanto, per scelta, TH non avrà alcun account Facebook, Twitter, Instagram eccetera. C’è solo una casella mail già attiva, tipografiahelvetica [at] 20090.eu, che i collaboratori potranno usare per inviare i materiali e gli altri per abbonarsi.

Per prima cosa, ecco com’è nato il nome. A Capolago, in Canton Ticino, la Tipografia Elvetica a metà Ottocento era il luogo in cui i pensatori del Risorgimento stampavano materiali rivoluzionari che poi diffondevano clandestinamente in quella che ancora non era Italia.

Oggi in quella palazzina è ospitata la galleria d’arte Casa Miler. E da una collaborazione tra la microcasa editrice 20090 e Casa Miler sta nascendo l’esperimento della rivista Tipografia Helvetica. Che ha preso un’h perché entra in gioco il carattere in cui sarà composta.

Come la sua antenata senz’acca, la rivista torna a giocare con la clandestinità. Racconta di artisti, autori, libri, musiche, immagini, eventi e oggetti di cui raramente avrete letto sugli inserti culturali dei quotidiani.

Non iniziate a pensare alle rivistine d’arte underground dei Novanta o alla free-press fighetta e vitellona degli Zero. Né, tantomeno, alle recenti riviste online, spocchiose e logorroiche, di critica socio-letteraria, gestite dai soloni pataccari e pataccati che tanti adulano nella speranza di una recensione, di uno sguardo benevolo, di un aiuto alla pubblicazione.

Per capire come sarà realizzata, dovete tenere presente che sono vecchio e la mia formazione è avvenuta ancora prima di tutto questo, leggendo trent’anni fa riviste straniere che in Italia non sono mai state prodotte.

TH non avrà alcun accenno al dibattito socio-politico nazionale che tanto esalta quell’École de la Pajate in cui si concentra il potere culturale. Non abbiamo le capacità per farlo e non aggiungeremmo alcunché a una già ricca messe di fuffa.

TH non pubblicherà recensioni di nulla, tantomeno di libri. Ci saranno interviste a scrittrici e scrittori, anche se non a chi, in quarta di copertina o su FB, posa con la faccina intensa o la camiciola stazzonata. Tanto roba simile la trovate ovunque.

TH non pubblica racconti. Stiamo realizzando una rivista, non l’Ora del Dilettante. Avete tanti blog collettivi su cui farlo, vantandovene persino.

TH avrà i testi in due lingue, quindi tratterà argomenti magari frivoli, ma sempre traducibili nel lessico come nello spirito. Se un tema fa sbadigliare estoni e olandesi, non interessa nemmeno a noi.

Le collaborazioni con TH sono solo su invito, inutile quindi proporsi.

Secondo i desideri della Casa d’Arte Miler, la tiratura sarà limitata e numerata.
20090 ha invece deciso il formato che sarà impraticabile: 35 centimetri di base per 50 di altezza. La periodicità, nel primo anno di prova, sarà bimestrale. Il primo numero uscirà a gennaio.

È tutto.

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